Essa se ne andò; noi non ridemmo nemmeno; rimanevamo come prima inquieti della tristissima cosa che volevamo accomodare con poca speranza.

— Dunque?

— Se dà retta a me, vada lei stesso a parlare a Tizia o al babbo suo, ma a Tizia meglio, perchè tanto bisognerà pur venire a questo, se vuol ottenere qualche cosa di pratico.

— Sì, ma come arriverò fino a Tizia? Perchè essa dia ancora un colloquio al suo antico innamorato, quale è la via migliore?

— Qual’è la via migliore? domandai anch’io a lui, e a me stessa.

— Ci pensi un poco; quello che ho pensato io venendo prima da lei, era farmi un’alleata.

Aveva ancora ragione.

— Sarò meglio che un’alleata, sarò una complice; è contento? Penserò io a preparare il terreno, e quando lei potrà parlarle... le scriverò.

— Qui, o in casa sua?

— Non so nulla, e ora, prima d’andarsene, mi spieghi ciò che non ho inteso bene.