Volli sapere tante cose inutili: primo: perchè invece di venire subito in casa mia dopo l’avviso, aveva aspettato tanto.
Perchè egli era stato assente davvero, e solo al ritorno leggicchiando vecchi giornali accatastati in portineria gli era venuto sott’occhi l’avviso.
Secondo: perchè invece di venire a casa mia a consegnarmi la medaglia comprata, era andato a depositarla all’Economato?
Perchè l’avviso indicava la mia abitazione e anche l’Economato; al momento di venire da me aveva scelto l’Economato.
Coraggioso, non è vero?
Se ne andò un po’ consolato, ma non molto.
E non era nemmeno sulla cantonata quando il dottor Augusto entrava in salotto ad aspettarmi.
Aveva da dirmi una cosa.
Quella cosa, come accade qualche volta, si mutò prima in tante cose; e le tante in nessuna.
Il mio carissimo cugino mi domandò se il babbo sarebbe tornato presto; e sapeva bene che poteva essere di ritorno soltanto dopo le quattro; poi mi confessò di essere stato un’ora prima. (Sapevamcelo. Ma era appena mezz’ora prima). Perchè avevo una visita se n’era andato. Sapevamo anche questo.