— E chi era quel signore bruno? domandò con indifferenza.
— Il cavaliere Codicini, quello che ha trovato il mio n. 13, cioè uno dei numeri 13, ma non il mio, perchè, guardando bene, mi sono accorta, che nessuno dei numeri 13, resimi dalla sorte, è quello che la sorte, cioè mio cugino dottore, mi aveva regalato.
— Hai fatto questa scoperta? mi domandò sempre indifferente.
— Sì, l’ho fatta; ti stupisce?
— No, perchè me n’ero accorto anch’io; nessuna delle due medaglie è quella che ti ho dato.
Sembrò rannuvolarsi a questo pensiero, e tutte le cose che mi doveva dire gli rimasero in corpo.
— Il n. 13 del cavalier Codicini era nuovo di bottega, osservò poi sommessamente.
— Anche l’altro del Ciall era nuovo di bottega.
— Lo so.
Altro silenzio.