Sì, ma non era in casa.
Senza manco avvedersene, l’innamorato si trovò dietro l’uscio e poi sulle scale e poi in istrada, dove soltanto si arrestò per riflettere.
Che la signorina fosse in casa, non ne poteva dubitare, ma essa sicuramente, al punto d’incontrarsi col suo innamorato d’un tempo, non se ne era sentita il coraggio.
Perchè mai le donne dovrebbero essere più forti degli uomini? Non è forse vero che il cavaliere Codicini, se fosse stato introdotto in salotto, non era ben sicuro di arrivarvi vivo e sano? E che al momento di andarsene, se una cosa l’aveva consolato della sconfitta, era il ritardo al colloquio tanto desiderato. Dunque?
Per poco non cercò anche l’alleanza di mio cugino, arrivato in quel punto; ma questo chimico benedetto si mostrò così ribelle al primo incontro, manifestando una svogliatezza, un languore, un mal di capo, da scoraggiare il meglio intenzionato.
Quel giorno il cavaliere se ne andò sconfortato e il cugino dottore rimase peggio.
Quando il babbo andò a pigliare il cappello, per correre all’uffizio, Augusto scattò come una molla.
— Ma questo cavaliere che incontro ogni volta quando vengo da te... che significa?
— Significa probabilmente che tu vieni qui di rado, e che egli viene più spesso di te.
— Non altro?