— Nient’altro, mi pare.
— E ha egli confessato che il suo nome vero è Ramelli, che aveva promesso di sposare la tua amica Tizia.
— Sì! l’ha confessato.
— E ora che vuole?
— Vuole....
Veramente non avevo il diritto di servirmi di una confidenza, ma potevo io lasciar sospettare cose diverse dal vero?
— Vuole... una cosa impossibile.
— La tua mano?
Ah! Ah! che bella e buona risata fu allora!
— E ti pare che per domandare la mia mano fosse necessario, assolutamente, essere stato il fidanzato di un’altra e che quest’altra fosse proprio la mia amica migliore? Lo comprendi anche tu... manco male.