Qualche parola sommessa di Diego, un affrettato rumore di passi nel corridoio, e il cavaliere Codicini lasciò la casa.

Sicuramente il cavaliere non sarebbe tornato mai più.

Finalmente lo sguardo di Tizia si staccò dalla parete per fissarsi nel mio.

Ancora una volta la sentii ripetere:

— Commediante!

Poi rise nuovamente e mi abbracciò.

Diego Corona, tornato in gran fretta, dopo aver accompagnato fino sull’uscio il genero perduto, ci annunziò ch’egli aveva dovuto farsi una gran forza per non piangere prima di lui.

— Egli ha pianto? domandai.

— Almeno ne ha avuto una gran voglia... ne sono sicuro.

Tizia crollò le spalle, sembrando dire che se gli fosse piaciuto di piangere, lo avrebbe fatto senza molta fatica. È tanto facile piangere e ridere.