Ve lo potete immaginare voi altri che profitto dava lui alla Mediterranea aprendo il cassetto della scrivania e buttando un’occhiata disattenta alle carte d’ufficio? Almeno nei giorni di buon umore qualche cosa di pratico faceva; una lavata di capo a un subalterno, un giorno sì, un giorno no, la sapeva dare; ed era sempre un toccasana; ma oggi che autorità poteva avere sentendosi così tutto stroncato nella sua figliuola?

Ma, dopo alcuni giorni patiti, senza mormorare troppo contro il Signore, il quale poteva vendicarsi, Tizia mia annunziò a tutti quanti che si sarebbe levata a ogni costo.

— Ti senti proprio bene? domandammo.

— Benone.

— Non ti farà poi male alzarti? aggiunse Diego Corona; il medico che cosa ha detto?

Il dottor Demetrio da due giorni non vedeva nulla di male che Tizia si levasse qualche ora; essa invece, presa da un prepotente bisogno di fantasticare, stando a letto (e, m’immagino io, d’essere desta fingendo di dormire), si era sempre sentita debole tanto da rimanere sotto le coltri. Quel giorno ci annunciò che dopo il mezzodì, certo per l’ora del desinare, sarebbe apparsa alla mensa del babbo, il quale da una settimana faceva pietà alle belve, non che alla fantesca, quando si metteva a tavola come un orso spaiato.

E, in questo tempo trascorso, che n’era stato del cavalier Codicini? Il primo giorno dopo lo scacco solenne mi era aspettata non so che. Il cavaliere era ammalato, il cavaliere era moribondo, il cavaliere era morto, già chiuso al manicomio, almeno almeno impazzito a casa. Invece quell’istesso giorno del risanamento di Tizia, quando io, per la necessaria reazione del farneticamento umano, era quasi arrivata a credere che quel commediante avesse proprio fatto la commedia, e già si fosse rassegnato al suo destino, e già in agguato per un’altra sottana, il povero cavaliere Codicini venne a trovarci nell’ora del babbo, e ci domandò con le lagrime agli occhi che malattia avesse la sua sposa perduta.

Ma dunque sapeva?

Eh! altro! quando si ama davvero, si sa tutto; sapeva della malattia, dei rimedi somministrati dal medico, e solo gli rimaneva il dubbio sulle cause del malanno.

Era stato veramente un colpo d’aria buscato per essersi messa alla finestra in quella notte di plenilunio (sapeva anche che in quella notte era il plenilunio), oppure la ragione era un’altra, un turbamento nervoso... ovvero... Ovvero? Non volle spiegare meglio il suo concetto. Ma come aveva saputo? Dal dottore. Possibile mai! Certissimo.