— Sissignore.

— Pigli la ricevuta, e torni a casa.

— Sissignore.

Dopo di che Anna Maria si è avviata; il suo padrone l’ha vista passare in cortile, ed ha notato il suo contegno straordinario, perchè il donnone, quest’oggi, non si è permesso di cavare la mano dalla tasca che custodisce il segreto del professore.

Questo tiro ha fatto Marcantonio Abate! E se ora passeggia per la sua casa un po’ agitato, e se tratto tratto si guarda nello specchio, è perchè egli ha avuto tempo d’andare dal parrucchiere e dal calzolaio, e Anna Maria non è tornata ancora.

Dunque, il signor I. O. passeggia e pensa.

Quell’insolito modo di cercar la moglie nella quarta pagina d’un giornale è veramente degno d’un filosofo. A guardarci bene, gli uomini, in questa delicata congiuntura del matrimonio, si comportano assai male; alcuni s’innamorano, e sono i giocatori d’azzardo delle giuste nozze; altri scherzando, si compromettono, e si trovano legati senza saperlo — sono i distratti; altri si informano delle ricchezze e del parentado, non del cuore — e sono i monocoli; il signor I. O. invece con quanto giudizio fa la cosa! Egli si propone apertamente a tutte le ragazze disponibili; non s’impegna a nulla, vede, interroga, scruta; non s’innamora, non si accalora, non s’impazienta — giuoca e lascia giocare sul sicuro — guadagneranno entrambi pigliandosi, guadagneranno, e forse più, lasciandosi. Le trattative di nozze incominciate nella quarta pagina d’una gazzetta mettono il negozio nella vera luce; i falsi scrupoli non vi possono entrare, non vi entrerà l’amor proprio. Una donna che accetta un marito da un giornale, è una donna sicura, senza grilli per la testa, senza sentimentalismi vani; porterà in dote un sodo criterio.

Il Signor Io si promette un altro vantaggio dalla sua trovata. Egli manderà la gazzetta a parecchie ragazze di sua conoscenza, a cui non oserebbe fare la domanda espressa per timore d’un rifiuto — e quante altre ragazze gli verrà fatto di conoscere in seguito, tutte riceveranno per posta la medesima gazzetta, finchè egli sia disponibile.

Perciò, del giornale che conterrà l’avviso, il Signor Io farà una provvista abbondante. Forse taluna delle fanciulle, a cui egli non osa neppur pensare, si disporrà a pigliar marito anche in quel bizzarro modo. Contenta d’un simile matrimonio in genere, chi sa? la giudiziosa fanciulla potrà contentarsi facilmente della specie. Il Signor Io, raso di fresco, coi capelli tirati con garbo a dissimulare la calvizie, fa la sua figura — un uomo ne vale un altro, e un professore di filosofia così rimesso a nuovo, cogli stivaletti di vernice...

Il Signor Io si guarda nello specchio, si ammira senza concedere troppo alla vanità, e continua a passeggiare. Anna Maria non viene, e il Signor Io si frega le mani promettendosi un altro vantaggio dalla sua trovata.