— Quando?

— Non ricordo più quando; ma lo so.... ecco, e sono contenta.

— Di che cosa sei contenta? — interroga il professore coll’accento melato d’un esaminatore; e siccome Anna Maria non è pronta a rispondere, egli soggiunge con indulgenza: — Poniamo che tu sia contenta senza saper di che, nessuno dice il contrario; intaschi la lettera, te ne vai subito a recapitarla, non ti trattieni a far ciance coi portinai, e torni a casa.

— A portare la risposta....

— Non vi è risposta; tu vai e torni, e non fiati nemmeno.

— Sissignore.... Vado subito.

— Va subito.

— Vado.

Non si muove, e il padrone già volta le spalle, quando Anna Maria diventa a un tratto un’eroina antica.

— Signor padrone — dice ingrossando la voce — la padroncina sta bene?