Marcantonio prova a rizzarsi, ma non gli riesce, è troppo debole.
— Ohimè! non posso!
Il buffo Curti non ride più; nel suo cranio profano è entrata un’idea filosofica, ed egli prima la guarda sbigottito, poi, senza staccarne gli occhi della mente, perchè non se ne vada com’è venuta:
— Ti voglio fare una domanda — dice.
— Sentiamo.
— Fra le varie forme dell’egoismo umano, non ve n’è, o non ve ne può essere una che sia come chi dicesse l’egoismo della penitenza?
Marcantonio apre gli occhi e la bocca.
— Non capisco — dice; ma ha quasi capito.
— Tu — prosegue il buffo Curti — rinunziando alle tue occupazioni per venire a stare con noi, dai una consolazione a tua figlia; contenti me, che, volere o non volere, sono il padre dei tuoi nipotini; rendi felici colle tue carezze Faustina, per ora, e Marcantonio più tardi; ma se tu ti ostinassi a dire che ti vuoi pentire, e ci negassi questa felicità, non ti pare che saresti un egoista?