Era stato naturalmente il dottor Parenti a mettere in corso questa specie di moneta spicciola di aforismi; e siccome egli stesso mostrava d'averli in conto di verità di fede, tutti li pigliavano per tali, ed il reverendo avrebbe giurato senza scrupoli sul nuovo evangelio.

Il signor Fulgenzio aveva accostato una sedia presso a babbo Jacopo, e gli parlava amorosamente; e gli altri lo guardavano colla coda dell'occhio, ma senza invidia, perchè babbo Jacopo, avendo intervalli di buon umore assai radi o melanconie assai lunghe, sebbene non si sapesse null'altro dei fatti suoi, passava per il più sventurato del luogo, e la preferenza del direttore era considerata saviamente quello che era — un triste privilegio della sventura.

Da qualche tempo il professore Rigoli guarda il soffitto di nascosto; lasciatelo fare, non gli manca più che una rima. Eccolo che si alza con impeto, solleva il bicchiere come uno che non possa più resistere, e getta un altro sguardo al soffitto, dove si deve supporre che abiti la musa prepotente e tentatrice.

Ma la maggior parte dei commensali hanno il bicchiere vuoto... incomincia... non incomincia... perde il rimario, perde il metro, gli si oscura la fronte... occorre un rimedio eroico, parlerà in prosa.

«Io bevo, dice egli, alla salute del nostro eccellente ed amoroso padre, del nostro amico dilettissimo, ed auguro che per molti anni ancora, questo giorno ci trovi...»

Al professore viene il sospetto che stia per dire una castroneria, ma la frase è incominciata, e perciò egli conchiude con un paralogismo appena perdonabile ad uno scolaro:

«Questo giorno ci trovi... col cuore pieno degli stessi sentimenti di affetto e di riconoscenza verso il nostro eccellente ed amoroso padre ed il nostro amico dilettissimo.»

— Evviva! gridano i commensali — e l'altro prosegue:

«Possa la memoria di questo giorno non cancellarsi mai, come non si cancellano i raggi del sole che tramonteranno nell'altro emisfero per ritornare domani splendidi come prima.»

Il professore sorride non solo in qualità di poeta contento della similitudine, ma come scienziato, che con due paroline ha messo il suo prossimo alle porte di un edifizio scientifico, in cui egli fa da padrone.