— Vi ricordate di me?

— Se me ne ricordo! tu eri, lascia che io ti parli così, tu eri il mio orgoglio, la mia consolazione, il mio amico; quando ti insegnavo il poco che sapevo, dicevo a me stesso: «Ognissanti diventerà qualche cosa di grosso, perchè ha una testa...» non ho sbagliato, mi pare!

Così dicendo, guarda superbamente il giovine da capo a piedi, come per misurare la grandezza dell'opera sua. «Sei proprio il mio capolavoro, tu, sei proprio il mio capolavoro!»

Ognissanti pare turbato da quelle parole, e soggiunge melanconicamente:

— Io chieggo solo di non parere indegno del vostro affetto.

— Indegno!

— E perciò vi domando se vi ricordate di me, e se mi credete capace d'una bassezza o d'una menzogna.

— D'una bassezza tu! Il cielo mi danni se me lo faranno credere mai.

— E tu, Donnina?

Donnina non trova parole; ma quali parole possono valere quel sorriso, quello sguardo sereno, quella stretta di mano tenace?