Maestro Ciro non può lasciar malmenare di tal guisa la sua dignità magistrale, e lascia un istante i due innamorati per portare il suo formidabile aspetto nelle file dei piccoli rivoltosi.

Rimasti soli, Ognissanti guarda fissamente in volto Donnina, e dice:

— Domani dovrò partire, andar lontano da te, e non più vederti per qualche mese; e forse quando sarò di ritorno non potrò ancora farti mia... non ti stancherai di aspettare, non è vero?

— Ho aspettato sei anni, posso aspettare ancora.

— Addio, dunque, per ora.

La mano del giovine afferra tremante quella di Donnina.

— Addio, risponde la fanciulla con accento fermo e tranquillo, ed avvicina ella stessa la fronte alle labbra di Ognissanti, che vi imprimono un bacio fuggitivo.

Maestro Ciro, che rientrava in quella, si volge indietro e mette il capo fuor dell'uscio a raccomandare un'ultima volta il silenzio a suoi scolari.

Quand'egli si determina finalmente ad entrare, Ognissanti ha il volto imporporato dal rossore, e Donnina gli sorride senza sgominarsi.

«Essa è innocente ed egli è timido» pensa il maestro di scuola, e conchiude alla sua maniera, fregandosi fervorosamente le mani.