Un quarto d'ora dopo il giovine dà un'ultima volta l'ultimo addio, bacia le rughe del vecchio, stringe la mano della sua fidanzata, e s'allontana, comprimendosi il cuore che vuole uscirgli dal petto, finchè, giunto alla svolta dello stradale, balza dentro una carrozza che l'aspetta, e via di corsa. Press'a poco nell'istesso momento, il signore dal largo cappello di feltro, attraversata l'unica via di A..., raggiunge la sua carrozza che l'aspetta, vi balza dentro, e via anch'egli di corsa.

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— Mio caro Fulgenzio, guardami bene, perchè tu hai dinanzi un uomo soddisfatto di sè medesimo.

Al direttore del manicomio, per una vecchia abitudine, passa per un istante in mente che gli stia invece innanzi un pazzo; ma il volto del dottor Parenti spira una giocondità così schietta, che non è possibile nemmeno l'ombra d'un dubbio.

— Che cappello è questo che porti?

— Il mio travestimento; non si può andare ad A..., immagino, col nostro solito cappello a staio, che fra i selvaggi della campagna ci dà l'aria di spauracchi da passeri...

— Tu sei andato ad A...?

— Sono andato ad A...

— Per che fare?

— Colazione prima di tutto, poi la conoscenza dell'oste della Salute, uomo piacevole e copioso parlatore.