E, come a sincerar la cosa, fissa lo sguardo sul panciotto di Mario, il quale, senza sapere bene perchè, si sente imbarazzato.

— Hai visto tuo padre? gli domanda il dottore, passando amichevolmente il braccio in quello del giovine.

— L'ho visto.

— E...?

Un breve silenzio ed un sospirone lungo del dottore, il quale prosegue a dire: — Ho capito, ho capito; si fa il ritroso, ma tanto tanto dovete amarvi e vi amerete. Scommetto che vi amerete... fra otto giorni, o fra quindici, o fra un mese... non più tardi... Scommetti che fra un mese vi amerete...?

La scommessa non è accettata, ma per il dottore è tutt'uno.

— Benissimo... benissimo, siamo perfettamente intesi... ed il signorino, appena sia medico laureato, ci mostrerà che anche i medici vanno soggetti a malattie di cuore e ci farà la diagnosi d'un vecchio vizio cardiaco che a me pare di indovinare, solo guardando il suo panciotto a scacchi color caffè.

Se Mario non avesse avuto una forza d'animo singolare, avrebbe ceduto al suo istinto, ed il suo istinto era di abbottonare il soprabito, tanto per nascondere il panciotto a scacchi color caffè.

················

Nessuno immagina il garbo bizzarro di Semplicetta nell'aiutare a vestire la bambola della padroncina. Veramente, ella dice, che non ci ha garbo di sorta, che non ci è nata, ma non bisogna crederle, è tanto modesta! Olimpia ride, a volte, di gran gusto, ma ciò non vuol dire che non creda Semplicetta eccellente in quelle funzioni; anzi essa riconosce volentieri che la bambola non ha mai avuto da lamentarsi, e ride più forte.