«La vita che facevamo non era certo larga; il povero vecchio, assiduo alla fatica del suo mestiere di falegname, guadagnava appena il tanto da vivere; la casicciuola gli apparteneva; un gramo campicello, e più il risparmio gli venivano in aiuto quando il lavoro mancava: ma delle sue condizioni economiche non lo udii mai lamentarsi, ed al figlio non voleva permettere il lavoro, a me permetteva appena di aiutarlo. Mi mandava a scuola, e non mostrava mai di volermi apprendere la sua professione.
«Il giorno lungamente temuto venne: Luigi stava per entrare nel ventesimo anno ed aveva sembianza più di fantasma che d'uomo; parlava ansimante: non visto dal padre, se ne stava lunghe ore immobile, a fissare un punto dello spazio; per noi aveva sempre un sorriso. Un giorno si sentì più debole; voleva starsene a letto e non sapeva come fare per non affliggere il vecchio; si vestì, scese da basso, sedette sfinito in un canto. Mastro Paolo da qualche tempo aveva acquistato una forza d'animo insolita, la forza d'animo che proviene dall'imminenza d'una sciagura.
«Appena vide il figlio, lesse la propria sorte, e non battè palpebra; gli chiese con amore come si sentisse; gli fece dolce rampogna perchè non fosse rimasto in letto, e volle ci si rimettesse subito, e lo aiutò a risalire le scale ed a svestirsi, non cessando di ripetere che doveva essersi costipato la vigilia stando all'aperto dopo l'imbrunire, e che sarebbe stata cosa da nulla.
«Luigi rispondeva che così era senza dubbio. Inutile, pietoso e vicendevole inganno. Io fui mandato pel medico, il quale ordinò un calmante, ma non volle dir nulla. Il domani non avevo più chi mi chiamasse «fratello.»
«Non credere, buona Donnina, che la lunga aspettazione d'una sventura la faccia parere meno amara quando sopraggiunge.
«Io appresi allora come l'uomo non si arrenda mai al dolore, e come la stessa disperata rassegnazione altro non sia che un inganno della fibra. Il dolore, anche preveduto ed aspettato, giunge sempre improvviso, se pure il lungo affanno non fa più deboli e più sensibili, negando perfino quello sbigottimento che dà un repentino disastro.
«Il vecchio padre non versò una lagrima, dacchè il figlio si fu posto a letto per l'ultima volta, ma non lo abbandonò più un istante, ne raccolse l'ultimo sguardo e l'ultima parola, e quando tutto era finito, se ne stette ancora lungamente immobile a contemplarlo a ciglio asciutto.
«Io piangevo in un canto.
« — Così lo vedo da quattro anni, diss'egli finalmente, coll'attonita immobilità e colla voce monotona di chi parla a sè stesso, lo vedi tu ora? così io lo vedo da quattro anni. Egli giocava, o mi sorrideva, od attendeva tranquillamente al melanconico lavoro, mi era dinanzi, od era assente, ed io lo vedeva sempre così come ora lo vedo.
«Bisognò separarlo quasi a forza dalla sua creatura; i vicini spendevano vane parole a confortarlo; egli non ascoltava, e rispondeva invariabilmente a tutti: «così lo vedo da quattro anni.» E anche quando fu allontanato da casa sua, continuò a guardare fissamente nella stessa direzione ed a mormorare ogni tanto fra sè: «così lo vedo da quattro anni.»