« — È vero, gli rispose lo sconosciuto, fingendo di guardargli in petto, è vero; e che intendete di fare?
« — Di fare? di andar per il mondo a dare la cattiva notizia... La sapete voi la cattiva notizia?
« — No, rispose il signore, accompagnandosi col vecchio verso una carrozza che si accostava.
« — Non ci sono più figli; siamo tutti orfani; quell'azzurro di cielo è un inganno, ed il cielo è un cattivo invidioso della terra.
« — Possibile! allora bisogna far presto.
«In così dire, lo sconosciuto spingeva il disgraziato vecchio entro la carrozza, vi saliva egli stesso e mi faceva cenno di seguirlo; un istante dopo la carrozza partiva di galoppo, rompendo la folla che s'era radunata intorno a noi.
«Per via, mastro Paolo non disse più nulla, e continuò a guardare attraverso il vetro degli sportelli con una specie di stupore ingenuo; lo sconosciuto ne seguiva attento ogni gesto, ed io non distaccava gli occhi da quella sua faccia sbigottita, come timoroso di leggervi qualche nuova e più terribile sciagura.
«Ahi! Donnina mia, nissuna sciagura più terribile di quella per me: mastro Paolo era impazzito; il benevolo che ci aveva raccolti era un medico, ed il luogo ove ci condusse, un ospizio di pazzi. Me ne avvidi all'aspetto melanconico del cortile in cui eravamo scesi di carrozza, ai cancelli ed alle grate di ferro e di legno che tenevano luogo di porte e finestre. Lo sconosciuto invitò mastro Paolo a seguirlo; a me fe' cenno di rimanermi un istante. Rimasi col cuore gonfio, col pensiero smarrito in una profonda dimenticanza; mi si cancellarono dalla mente i fantasmi del passato e dell'avvenire, per non vedere più se non quel momento, quel luogo melanconico, quelle grate, quella solitudine e quel cancello che si era chiuso dietro di me.
«Ebbi un terribile pensiero: che io stesso fossi impazzito o fossi per impazzire, e mi premei il capo colle mani, e cercai di comporre dinanzi a me la tua soave immagine.
«Quella penosa solitudine durò poco; lo sconosciuto ritornò alcuni istanti dopo con un vecchio dall'aspetto severo, il quale si raddolcì meco singolarmente.