« — Nulla.
« — Ma allora lei mi vuol bene, se vuol essere mio padre! E che ho fatto io perchè lei mi voglia bene?
« — Nulla; tu hai sedici anni, ed io non ho un figlio; vuoi tu essere quello?
« — E mastro Paolo? mormorai, che dirà mastro Paolo?
« — Non saprà nulla.
«Mi passò in mente che io stessi per commettere una bassezza e che fosse dover mio rinunziare alle gioie finchè il vecchio babbo soffriva. Anche ora sono talvolta assalito da tali dubbi, ed oggi il tormento è più forte.
«Ma potevo io gettarmi nel mondo, senza consiglio, senza mezzi, senza professione?
«Pensai allo squallore che la sorte, oggi così lusinghiera, poteva minacciarmi domani, pensai che mi si offriva di scegliere tra la miseria e la pace, tra l'andar ramingo e l'avere una casa ed un nome, ricordai l'orrore intenso mostrato per me dal vecchio babbo, ed accettai l'offerta sciogliendo un inno puerile di grazie.
«Pochi giorni dopo, il signor Fulgenzio compieva ciò che mastro Paolo aveva voluto fare, senza indurvisi mai: mi dava il suo nome, mi faceva suo figlio di adozione.
«Ecco il mio segreto, Donnina: io ho un padre che non è mastro Paolo, ed il disgraziato non è morto, come ti ha detto, ma agonizza fra le care larve dei suoi veri figli.