Serena vide quello sguardo e n'ebbe paura, e fu di nuovo in piedi d'un balzo, ma invece di farsi presso a Maurizio, rimase immobile, severa, quasi minacciosa, cogli occhi fissi all'uscio della sua camera.

Maurizio si volse, e vide nella stessa cornice, dove poc'anzi gli era apparsa la soave figura di Serena, un uomo tozzo, una faccia spartita per metà dal sorriso d'una bocca enorme, due occhioni da coniglio sotto una piccola fronte, e tutto ciò in atto tra l'umile ed il beffardo.

Allo sguardo di Serena il banchiere Redi si ripiegò sopra sè stesso e scomparve; e Maurizio, a cui l'ingrata apparizione apriva gli occhi, non seppe resistere al primo istinto della propria superbia, s'inchinò lievemente e fece atto di uscire.

Non aveva mosso un passo, e già era pentito, e voleva rimanere; ma Serena non fe' cenno, non disse parola per trattenerlo, ed il disgraziato si trovò fuori dell'uscio senza avvedersi che gli sanguinava il cuore.

Questa volta Serena non pianse, non uscì in singhiozzi, ma rimase in piedi immobile gran tratto dopo che Maurizio fu lontano.

Quando si risovvenne del banchiere Redi, entrò nella propria camera che trovò deserta; il prudente milionario se n'era andato.

Ma aveva lasciato di sè il profumo, un irresistibile olezzo di bergamotto che doveva guidare la fantasia più ritrosa dietro i suoi passi. Forse per resistere più coraggiosamente alla tentazione, Serena ritornò nel salotto e sedette dove sedeva poc'anzi, e fissò l'occhio dove poc'anzi era Maurizio, e così rimase a lungo.

Fu tolta, o piuttosto non fu tolta, ai suoi pensieri, da un servitore che recava un bigliettino olezzante di mammola. Serena riconobbe l'essenza favorita del vago luogotenente delle guide, e si lasciò cadere di mano il pistolotto senza degnarlo d'uno sguardo.

Così passava il tempo; già la luce invernale incominciava ad affievolirsi; a poco a poco si abbrunarono successivamente le quattro virtù delle pareti, i ninnoli di bronzo ed i mobili di palissandro, poi l'azzurro delle stoffe e le dorature, e da ultimo non rimasero di quell'allegra comitiva di colori, altro che i bianchi amorini di stucco appesi alla vôlta a ghirlande della propria natura.

Serena fantasticava sempre, fissando la candida boccia d'una lampada; e solo quando l'ebbe perduta di vista, perchè l'ultimo tizzo si spense nel caminetto, solo allora si avvide dell'oscurità e del freddo.