Chiamò; due minuti dopo tutti i colori, che si erano sottratti ad uno ad uno e come di nascosto, riapparvero in frotta a far festa al lame giocondo della lampada ed alle fiammate allegre del focolare.
Ecco: le frange d'oro dei mobili e gli stipiti dorati si rimandano i riflessi, ogni spigolo sfoggia la sua pennellata di splendore, le quattro virtù sembrano sorridere agli amorini, e gli amorini ricominciano più allegramente che mai le loro tentazioni sul capo delle quattro virtù.
È il buon momento.
Il cugino Ferdinando, l'amabile luogotenente delle guide, domanda d'esser ricevuto.
La bella pensosa rialza il capo e fa un cenno sbadato che si può tradurre: «venga.»
E l'amabile luogotenente viene, colle gambe sparate, colla sciabola sotto il braccio, come un eroe che muove alla conquista. Deh! se la vittoria ha un minuzzolo di cervello non tardi a buttarglisi nelle braccia.
XXII. IL LUOGOTENENTE DELLE GUIDE TORNA ALLA CARICA.
Cuginetta, disse l'azzurro cavaliere, sono stato più volte al punto di credermi meno fortunato; dentro di me qualche cosa scommetteva che non mi avreste ricevuto. Il cuore ha vinto la posta; lasciate che vi ringrazi.
— Di che? rispose Serena, volgendo appena il capo dalla parte del nuovo venuto, senza però staccare gli occhi da un punto fisso che non era nella sala.
— Di aver aderito alla mia preghiera.