«Non ti pare che io ragioni bene? Quanto all'altro tuo affanno non ci vedo conforto, se non nella tua stessa coscienza; e poi è tale che quasi non lo comprendo, tanto mi pare che tutti ti dovrebbero amare. Un padre poi! uno che ti volle seco egli stesso, che ti diede l'educazione e l'avvenire! Dico anch'io con te: chi lo costringeva a chiamartisi padre se poi non te ne voleva dare l'affetto? Poi che ebbe la scelta della sua creatura dovrebbe volerti bene il doppio, mi pare, e ne ho un esempio in cuore: maestro Ciro!
«Ma non so come avvenga, in mezzo a tutto ciò, io veggo sempre più limpida l'immagine dell'avvenire nostro. Stamane la mia testa è come un prisma allegro e tutti i barlumi che vi passano attraverso vi vestono i colori dell'iride. E non so come, invece di odiare quel tuo cattivo babbo per tutto il bene che non ti dimostra, gli voglio bene per quanto ha fatto per te. E penso che forse null'altro gli manca se non una voce, la quale gli scenda al cuore e lo costringa a guardarti nell'anima. Potesse essere la mia quella voce!
«Com'è il tuo babbo? Come si chiama? Senti se assomiglia all'immagine che me ne son fatta.
«È alto, smilzo, con due occhi grigi affondati nell'orbita, ha la fronte spaziosa ed un poco di rughe sopra il ciglio, una barba rara ed incanutita, e due labbra sottili che non ridono mai, cammina impettito ed abbottonato, porta gli occhiali...
«Ti fa paura questo ritratto?
«Ebbene, lo crederai se ti pare, a forza di guardarlo da ogni lato gli ho trovato il suo lato buono, ed in poche ore me l'ho addomesticato, per modo che, se l'originale corrisponde proprio alla mia copia fantastica, è un uomo nostro.
«Io scherzo col tuo dolore, ma non so star seria perchè mi sento felice.
«Conchiudo colla massima gravità: se la tua coscienza non ti rimprovera nulla, metti pure il cuore in pace.
«È doloroso, lo comprendo, ma io ti vorrò bene anche la parte degli altri, e se proprio ti abbisogna un babbo che ti ami, ci ho il mio che sarà il tuo. Maestro Ciro ha un cuore tanto fatto, capace per farmi piacere di amare in una volta sola tutto l'universo.
«Quanto a pagare il tuo debito di riconoscenza verso quell'uomo che ti ha aperto la via del mondo e dell'avvenire, ci voglio pensare io. Farò la tua parte io che non sono superba. E poi è così facile farsi amare! E quando uno è arrivato all'amore (bada quando vi è proprio arrivato), ricorda forse più dove s'era messo in cammino?