Un venticello lieve stacca dai rami degli alberi le ultime falde di neve; nè hanno tempo di giungere a terra che già sono squagliate; l'orizzonte ristretto dalle brume si è allargato sterminatamente, tanto che dalla finestra di Donnina si vedono splendere al sole le nevi delle montagne lecchesi.

Ma Donnina ha l'occhio ad un altro cielo, ad un altro orizzonte. Il suo pensiero corre per la pianura verso Milano, si lascia indietro la guglia del Duomo e va oltre, e va oltre... poi rifà la via percorsa. Si ravvede e rilegge la lettera scritta poc'anzi, e le pare di non aver detto nulla di quanto voleva dire, fino a che il sole, baciandola in volto, la costringe a togliersi dalla finestra e dal suo Ognissanti per assettare la cameretta.

Proprio allora che Donnina staccò l'occhio dalla via maestra apparve all'estremità una carrozza, la quale ebbe in pochi istanti percorso quel tratto di via e fu innanzi alla porta ospitale dell'Osteria della salute.

Il saluberrimo proprietario del luogo mandò il suo più balsamico sorriso incontro ai nuovi arrivati, che erano due e salutò in uno di essi una vecchia conoscenza.

— Ha buona memoria l'amico, disse il dottor Parenti accennando l'oste.

Il signor Fulgenzio pareva sopra pensiero e non rispose.

Poco stante i nuovi arrivati attraversavano il tratto di via che separa la locanda dalla scuola comunale, e si arrestavano innanzi alla nota porticina. Li seguiva furtivamente l'oste, ma solo cogli occhi che teneva appiccicati alle vetrate. Il signor Fulgenzio non voleva passare per il primo, ed il dottor Parenti si fece innanzi; usciva dal vano sottile dell'uscio socchiuso il dotto mugolìo che esala da ogni scientifico banchetto di fanciulli punto punto affamati di scienza. Il dottore picchiò tre volte colla nocca, e subito ogni rumore cessò; un istante dopo la testa canuta del signor maestro s'incorniciava nel vano innanzi ai due visitatori, e si ritraeva con un atto di meraviglia che ben valeva un saluto, e la porta si spalancava, e i due visitatori si trovavano innanzi alla scolaresca, la quale balzava in piedi rispettosamente con molto maggior rumore del necessario.

Tutto ciò, ripeto, in un istante. Maestro Ciro, mal pratico dei cerimoniali, non domandò «a che cosa dovesse l'onore di quella visita,» ma era tutt'occhi per indovinarlo, e tutt'orecchi per non farselo dire due volte.

Il dottore fu il primo a parlare.

— Lei, se non isbaglio, è il signor maestro della scuola comunale di A...