— So tutto, prosegue a dire l'altro; e non domando di meglio che di fare la felicità di mio figlio, se lei non ci ha nulla in contrario.
A questo punto la porta si spalanca con impeto, ed entra mamma Teresa.
La terribile donna, dal fondo del suo enorme cappellino, guarda come inorridita lo spettacolo di quell'orgia e si arresta sulla soglia. Il dottor Parenti le va incontro cavallerescamente, le offre una seggiola e la invita a sedere; la vecchia non si fa pregare ed apre bocca per parlare, ma il signor maestro si mette un dito in croce sul labbro, ed il dottor Parenti dà all'oste, il quale ha creduto opportuno di venire a prendere gli ordini dei signori, il consiglio di recare un altro bicchiere.
Intanto che l'oste va e torna, la vecchia, fiutando in aria lo straordinario, dice abbassando la voce, come per farsi scusare: «ero uscita a far la spesa, torno e non trovo più il mio vecchio; dov'è il mio vecchio? domando a Donnina; — alla Salute con due signori che avevano bisogno di lui; se avevano bisogno di lui, dico io, avranno bisogno anche di me; maestro Ciro non ha mai fatto nulla senza di me, tranne la scuola; ci vado, e se non mi vorranno ritornerò... Devo andarmene?»
Il dottor Parenti le sorride amorosamente, il signor Fulgenzio la guarda con curiosità, ed il marito mette un'altra volta l'indice sul labbro. Ritorna l'oste col bicchiere. «Grazie, amico mio, gli dice il dottore; ci farete un regalone, chiudendo l'uscio e badando che nessuno venga a disturbarci.
L'oste fa un sorriso apocrifo e se ne va, ed il signor Fulgenzio ripiglia a dire, come se nulla lo avesse interrotto:
— Dunque, se lei non ci ha nulla in contrario, Ognissanti sposerà la sua Donnina.
— Ma le pare? risponde mamma Teresa, a cui di repente si è chiarita ogni cosa; la nostra Donnina vuol bene ad Ognissanti, e gli vogliamo bene anche noi; lo abbiamo conosciuto piccino piccino, alto così; era un amore, un vero amore, un po' birichino, un po' bisbetico, ma un amore; se la meritava proprio la fortuna che gli è toccata di trovare un padre come lei... Dicevamo dunque che non solo non abbiamo nulla in contrario, ma siamo felici, felicissimi... Via, parla anche tu, soggiunge, toccando col gomito il marito, devo sempre dirle io le cose? parla tu, che sai come si fa coi signori...
Il signor maestro si frega le mani, come nelle grandi allegrezze, ed approva del capo ogni parola della vecchia.
— Facciamo conto che abbia parlato io stesso.