— Lei ragiona benissimo; ma la legge...

— Che legge, che legge! Io non so di legge, non so leggere io, non ne voglio sapere; e maestro Ciro se ne dimenticherà, se occorre, ma Donnina deve fare quello che vogliamo noi, e noi vogliamo che faccia quanto le pare e piace.

Maestro Ciro, tra i monosillabi del signor Fulgenzio e le sfuriate della moglie, non capisce nulla di nulla, ed ha piuttosto l'aria di uno scolaro, che del signor maestro.

— Vediamo, dice il dottor Parenti, non complichiamo le cose, lasciamo le querele da una parte; il codice mettiamolo da banda per ora, e poichè ci siamo intesi circa lo scopo del nostro colloquio, badiamo d'andare con ordine. Ora, per andare con ordine, si deve incominciare dal conoscere la storia di Donnina... Maestro Ciro, ci vuol dire lei quanto ne sa?

— Dall'a fino alla zeta, risponde mamma Teresa, lieta di poter fare quest'allusione al carattere scientifico del marito. E sentiranno loro se quello è un padre...

Maestro Ciro, posto al cimento di una narrazione, sembra raccogliere le idee e pigliare in pugno le redini della grammatica; dopo di che, incomincia con un lieve tono cattedratico:

«Sono quindici anni che Donnina è con noi; ora essa ne ha diciotto compiti, quasi diciannove, dunque, quando divenne nostra figlia, non ne aveva ancora quattro. Allora io era maestro di scuola ad S... un allegro paesello lungo la ferrovia; la scuola era poco frequentata, una ventina di allievi in tutto; ma l'onorario era proporzionato al numero degli scolari, non alla fatica nè ai bisogni. Perciò alla prima occasione, e si fece aspettar molto, mutai residenza.

«Era nel paese una coppia di giovani sposi, Brigida e Tommaso; la moglie sfrondava i gelsi nella stagione, il marito era cantoniere sulla ferrovia; s'erano sposati perchè si volevano bene, ma erano tutti e due soli al mondo e non possedevano se non il loro affetto e le loro braccia. In paese erano amati molto, vivevano nella solitudine della campagna, nel piccolo casotto, con quattro spanne di orticello; erano felici di poco, ma felici davvero e molto.

— Sicuro, interrompe mamma Teresa, e siccome i felici fanno ombra a quella razza d'invidiosi che manipola le cose di questo mondaccio...

— Teresa...