— Io penso che la riconoscenza non esiste, e non dico che sia bene o male: esistono solo i benefattori ed i beneficati; uomini che col benefizio credono di aver comprato un loro simile, ed uomini che hanno in conto di prestito il benefizio ricevuto. I cattivi debitori ti vedrebbero agonizzare e ti lascerebbero morire professandotisi eternamente grati; i buoni smaniano aspettando un'occasione che non viene, molto più beneficati se tu porgi loro maniera di saldare il primo debito, capitale ed interessi.
— Costoro non sono riconoscenti meglio degli altri.
— I poveretti credono d'esserlo.... e bisogna compatirli perchè sono in buona fede...
— Io non vorrei altro che un po' d'affetto!
— Una bagattella! Lo comprendo, ma la cosa è impossibile. Il beneficio si misura a soldi ed a centesimi e la riconoscenza pure: ma la moneta del cuore non ha prezzo. Di gente oppressa sotto il peso della gratitudine, pronta a buttarsi nel fuoco per il benefattore pur di sottrarsi a quel fardello, ne ho conosciuta....
Che sta per aggiungere il dottor Parenti?
Fortunatamente il suo vecchio amico lo interrompe.
— Mario forse?
— Non parlo di Mario, io non lo conosco abbastanza.
Perchè il signor Fulgenzio non risponde? E perchè abbandona ancora il capo fra le mani, e guarda attraverso le dita, attonito, i tizzoni fumiganti nel caminetto?