Ed allora, allora solo, il grido soffocato della vergogna che si copre il volto... Che fare? Oh! se la coscienza le balbettasse una scusa, se le potesse dire che tutta sua non fu la colpa, che potente era la seduzione e fragili troppo le forze per combatterla, che un dispetto o una collera l'aveva indotta alla prima arrendevolezza, ed un momento di febbre o di oblio all'ultima. Ma la coscienza morde la fibra del cuore, e tace od impreca. Perchè non è scusa alcuna a tal colpa; nemmeno la complicità, sollievo a tante colpe. No, nemmeno la complicità del seduttore; costui ti è venuto innanzi senza maschera, e ti ha offerto il disonore, e tu lo hai accettato; quali che siano le parole belle che ti ha bisbigliato all'orecchio, egli non poteva nascondere che quanto ti offriva era il disonore, e tu lo sapevi, e tu l'hai accettato! Non è via di scampo; guardati intorno, sei sola; non hai più casa, non hai più famiglia; la tua casa è il mondo, la tua famiglia il pubblico, la prostituzione incomincia.
Ed ecco l'amore un'altra volta, ma l'amore merciaiuolo, colla faretra sdruscita, piena di dardi usati che han perduta la punta; ecco l'amore dalle ali spennate; ecco la folla innamorata!
In cambio del sereno e robusto affetto che ti sei tolta dal cuore, hai mille galanterie leggiadre per riempirne il vuoto; scegli tra il vecchio libertino che paga e il giovine che ti offre un amore disinteressato perchè tu lo faccia pagare da un altro. Ti si preparano cento trionfi; la tua vanità non fu convitata mai a così lauto banchetto; hai gemme, vesti strascicanti ed immodeste che prima non avevi; la tua bellezza si riflette in mille occhi desiderosi; i tuoi amici sono tutti maestri di belle parole, di belle maniere, ammirano il tuo spirito, ti prestano il loro; tu li torturi con un capriccio, li metti in croce con un'emicrania, li manderesti in capo al mondo con una parola; sono così bonini, così dotti di garbuzzi e di manieruzze gentili... bisogna credere: «li manderesti in capo al mondo con una parola!» Non potresti così con due levarteli dai piedi, ma non monta; hanno imparato la ginnastica per cui si cammina senza inciampare nello strascico d'una veste, sono affatto innocui, non ti fanno dimenticare la casa che non hai, non ti possono più nulla togliere di cui non ti rimanga abbastanza: e poi la solitudine è così paurosa ed il pensiero così indocile alla nuova vita!
E ti amano! Da quanti l'hai sentita, impassibile, quella parola che un giorno ti ha fatto battere il cuore?
Ecco, perfino l'amabile luogotenente ritorna, è geloso del mondo, gli è venuta una fantasia amorosa tardiva; aveva creduto spento l'incendio, ma gli era rimasta una scintilla; non ti scalderai tu con essa il gelido petto? E anche il banchiere Redi ha un cuore, tutti intorno a te hanno cuore, e te l'offrono con manierine leggiadre. Scegli dunque il tuo amore!
E se mai da questa folla uscisse una parola schietta, un gagliardo affetto, lo respingi, perchè non è cosa tua; se ti sentissi riardere in una fibra sola, ti trattieni in tempo, è un ardore non tuo, fuor della folla prodiga non è che l'avarizia; ora tu ti doni al mondo e il mondo ti ridona a te stessa, se ti conservi ad un amore geloso non sarai più tua. E poi non l'hai tu detto a te stessa? Nella vergogna più scendi basso e meno contamini il cuore; se ti risolvi ad un affetto sincero ed unico sarai più sciagurata di prima; quell'uomo che tu hai abbandonato ha diritto alla tua vergogna, tu espii per esso, tu lo vendichi; sentirti in petto il cuore e non strappartelo sarebbe un'altra ingiuria, un tradimento nuovo; nulla più ti è concesso della donna; oltre la soglia della tua casa era il pubblico, e tu l'hai varcata! Da tutta questa folla indifferente che passa per le vie affaccendata, togli le donne ed i fanciulli e gli onesti che hanno una casa, il resto è tuo, qui ed a Milano e dovunque, e infin che il sole rischiari la tua bellezza.
Ancora una volta, ecco i fantasmi che escono dal vano delle finestre, e si staccano dagli angoli in cui tremolano le ombre gettate dai candelabri, ecco il trastullo infantile, la carezzevole parola mormorata in un bacio di donna, la fronte pensosa d'un padre, ed i sogni sereni d'una madre, e le confidenze ingenue della vergine, e l'amore primo ed ultimo...
Ohimè, tutto ciò è morto per sempre, ogni fantasma che hai visto è una tua menzogna; il tempo non rifà la via percorsa, e se giunta è sotterra alcuna notizia di te, colei che fu tua madre si è scavata una fossa più profonda.
Guardati intorno: gli spettri non iscoperchiano le tombe; sei sola. Un unico fantasma ghigna tristamente in un canto, ma è il fantasma d'un vivo... Lo fissa in volto, lo riconosci...
Serena uscì con un grido dalla sua melanconica inerzia. L'avveduta cameriera l'intese ed accorse.