E dopo un altro momento di silenzio, ripetè non variando un accento, colla stessa monotona lentezza:
«Potete fare un buon negozio, i milioni del banchiere Redi li ho io...»
Serena non lo lasciò finire, diede un piccolo grido, balzò in piedi col volto scolorato dal terrore, si guardò intorno stupidamente ed uscì dalla camera.
Maurizio rimasto solo, continuò:
«Ho giocato al ribasso contro la sua buona stella. Lui ha fallito, io sono ricco. Se nel mondo non vi sono due giustizie, voi mi appartenete di diritto. Ma non dubitate, farete un buon negozio.»
Poi tacque, continuando a guardare fissamente nel vuoto.
Antonio, il servitore alto sei piedi, era entrato cautamente nella camera e se ne stava in disparte, mentre la povera Marta, vittima dei doveri del suo ufficio, si teneva presso alla padroncina, la quale non voleva rimaner sola.
Maurizio stette lungamente immobile e mutolo; alla fine volse in giro uno sguardo sbigottito, si levò ed uscì a passi lenti senza mai profferire parola. Antonio lo seguì sino al pianerottolo, poi venne a dire alla signora che colui se n'era andato.... E la disgraziata Marta, rimasta finalmente libera, corse alla finestra per veder passare colui...
XXXIV. IL DOTTOR PARENTI AL SIGNOR MAURIZIO.
«N. 24. Oggetto (Particolare)