Mario fece per andare oltre, ma il dottore lo trattenne e stringendogli per la prima volta la mano, così gli parlò pacato:

— Ha chiesto di te, voleva vederti, diceva d'aver gran cose a dirti.

Il pensiero del giovane lesse nel desideroso pensiero del dottore.

— E credete che prima di morire riacquisterà il senno? chiese Mario.

— Questo avviene raramente; è il rimedio ultimo, e non è in mano degli alienisti...; lo spero per te.

Il giovane tentennò il capo melanconicamente, ma senza amarezza, e disse, additando l'uscio socchiuso:

— Se egli sa qualche cosa del mio albero genealogico, meglio è che porti il mio segreto nella tomba.

Il dottore spinse lievemente la porta socchiusa e passò oltre; Mario lo seguì.

Ed oh! il triste spettacolo!

Sopra un piccolo letto, inondato di luce, giaceva il moribondo, col volto, le mani ed il petto incadaveriti, cogli occhi spalancati e fissi nell'ampia finestra da cui si vedeva il cielo azzurro, colle labbra agitate come per mormorare una risposta a qualche domanda segreta.