Gli occhi del giovine si arrestarono subito sul noto volto, in cui per tanti anni egli aveva letta l'impronta del dolore, e non videro il signor Fulgenzio, il quale se ne stava in un canto.
Ad un cenno del dottore, Mario si fe' presso al capezzale, e si pose fra il letticciolo e la finestra per modo di arrestare lo sguardo del moribondo.
Paoluccio tenne un istante gli occhi fissi sul giovane, poi li socchiuse e disse qualche parola al suo invisibile interlocutore.
Mario si chinò sul capezzale, toccò la fronte del vecchio e cercò i polsi che misuravano gli ultimi istanti di quella miserabile vita.
Un sorriso rianimò fugacemente il volto del moribondo, il quale guardò fisso il giovane e mostrò di riconoscerlo.
— Ti aspettavo, disse finalmente ad alta voce con un accento fermo, che commosse i tre astanti.
Ma lo sforzo fatto per parlare forte gli cagionò l'affanno; non potè soggiungere altro.
— Sai? ripigliò a dire poco dopo con voce più sommessa ed interrompendosi ogni tanto; ho una buona notizia da darti... Non è vero che siano là sotto, ti ricordi?... là sotto... non è vero. Fu un brutto scherzo... invece sono là, non ne manca uno, mi aspettano.
Tacque, e per brev'ora si udì solo il rantolo dell'agonia.
Il dottore si accostò al letticciuolo, guardò il moribondo e poi Mario con un triste sguardo.