Oppure vivere eternamente zitella, per non lasciargli più pace e perchè egli fosse costretto a pensare a tutte le ore: «Quella poverina invecchia senz'amore, ed è colpa mia; sono io la causa della sua sventura, povera Olimpia!»
Oh! sì, povera Olimpia! Ma il vedersi zitellona non finisce di piacerle; meglio morta di tisi, meglio sotterra come Paoluccio!
Talvolta pensa anche alla sua rivale, a quella ladra che le ha rapito il cuore di Mario. Senza dubbio sarà bella, più bella...
E specchia il volto da cherubino... oh! che colpa ne ha lei se è tanto brutta!... tanto brutta poi no, via, no davvero!
Ah! le pare di sentirsi ribollire il sangue nelle vene al pensiero della sua rivale, si sente il cuore capace d'odio, non ne è sicura, ma incomincia ad odiar forte quella donna. Le vengono in mente tante terribili vendette consigliate dalla gelosia; ripensa mille torture; ah! se avesse la forza di far del male, se fosse buona d'essere cattiva!
Ma bisogna reprimere tutte queste fantasie, giova farsi forza, e venire ad una determinazione seria, e fermarsi in quella. Un giorno o l'altro dovrà trovarsi in faccia alla sposa — alla sposa! — dovrà parlarle come un'indifferente, sorriderle anche; ci vuol coraggio, bisogna preparare un contegno, e non lasciarsi cogliere alla sprovveduta per non farci una triste figura, poichè in fin dei conti è meglio che quella smorfiosetta non abbia a godere del trionfo. E immagina qual veste indosserà... oh! certo la veste color di rosa... peccato che non abbia lo strascico, anzi che le arrivi appena alla caviglia!... peccato! E le dirà... Che cosa le dirà? Ci pensa molto... è difficile!
Ma a poco a poco si fa strada un altro pensiero; quella fanciulla, dicono, è poveretta, è orfana, è buona! Perchè armarsi contro di lei, invece di volerle bene? Ah! le pare che le vorrebbe tanto bene se non la odiasse!
Odiarla! una tapina che non ebbe mai le carezze della mamma come lei, e che, di lei più disgraziata, non ha nemmeno il babbo... nè fratello... nè sorella... Oh! ma Mario basta a tutto. Proprio? A tutto? All'amore del babbo, per esempio, no: se scende in fondo al cuore, ella trova d'amar più il babbo che Mario, senza paragone!...
Dopo lunga contesa, Olimpia ha formato il suo proposito. Ed il primo momento che si trova con Mario si fa forza e gli dice senza preamboli:
— Signor Mario, come si chiama la sua fidanzata?