— Ne ebbi un sospetto; da tre giorni io tengo dietro alle fasi della vita di quest'uomo, e vedo che si compie in maniera molto irregolare. Oggi sono andato per parlargli di Donnina e di te: non l'ho trovato, era uscito alle nove del mattino e non s'era più visto; sono ritornato più tardi; non era rientrato; allora l'ho atteso. Te lo confesso, mi era venuta un'idea senza senso comune, cioè che, ricevuta la mia lettera, egli avesse preso la fuga. Sono contento di essermi ingannato; Donnina ritroverà ancora suo padre!
— Ma quell'uomo è pazzo!
— Può essere, ma meglio pazzo che briccone; qualche volta i pazzi guariscono; i bricconi sono incurabili.
XXXIX. MAESTRO CIRO RIMANE SOLO.
I due amici passarono la prima metà della notte a strologare insieme sul da fare, ed il signor Fulgenzio fu terzo nella consulta. Nella fitta tenebra che avvolgeva il passato di Maurizio, questo almeno sembrava farsi chiaro: che il cuore era buono. Il dottor Parenti ne era sicuro, e giungeva a tal sicurezza per una via di argomentazioni non forse molto stringenti, ma avvalorate dall'accento e dai modi dell'argomentatore. Quand'egli diceva: «quell'uomo ha il cuore buono» appuntava i gomiti al tavolino, corrugava le sopracciglia e fissava gli occhietti indagatori nello spazio vuoto in una certa maniera singolare, come se «quell'uomo» gli stesse dinanzi col petto scavato e col cuore allo scoperto. Del rimanente Mario e Fulgenzio non desideravano se non di credergli.
Quanto al da far, si erano intesi senza molte parole. Al domani il giovine doveva recarsi in casa di Maurizio, fargli credere d'aver parlato alla figliuola ed indurlo a seguirlo, intanto che il dottore e Fulgenzio l'avrebbero preceduto ad A... per prevenire Donnina ed i due vecchi. Il dottor Parenti non solo affrettava quell'incontro per troncare una situazione penosa, ma ci contava come sopra una medicina eroica.
— Il mio amico Maurizio non è veramente pazzo, diceva al suo amico Fulgenzio; ha un po' di confusione di idee nel capo, e guarirà...
— Ma tu non l'hai visto, osservava l'altro.
— Non importa: la sua condotta mi basta; le parole che egli ha proferito non sono da vero pazzo; e bada che la sua idea fissa non è nel falso, ma obbedisce ai suoi sentimenti ed ai suoi bisogni; questo è ottimo indizio; da due giorni si reca ad A... per vedere la figlia e non osa mostrarsele; ritornerà domani, e forse non oserebbe ancora senza la spinta di Mario; ci è dell'ordine nella sua pazzia, ci è uno scopo determinato, giusto, corrispondente ai moti del cuore; e la scelta dei mezzi è la più logica: vuol vedere la propria figlia, che è ad A..., e va ad A.... Un savio farebbe forse altrimenti?
H signor Fulgenzio sorrideva di questa singolare maniera di fare la diagnosi, ma in fondo vi scorgeva qualche cosa di vero. Ed il dottore continuava: