— Prova a farti ragione di tutti gli atti di quell'uomo e lo vedrai sempre logico; il suo ravvedimento lo riconduce alla figlia dimenticata da tanti anni; è un bisogno ed egli obbedisce: ma giunto ad A.... gli vengono meno le forze... perchè?

— Perchè non è più padrone della sua volontà e non sa mantenere quel che propone.

— Non per questo, ma perchè ragiona; un pazzo sbaglia strada, o si svia a metà cammino, o passa la meta, ma non vi si trattiene dinanzi a riflettere. Il mio amico Maurizio, quando si trova in faccia alla casicciuola dove sta Camilla, pensa a tutto il suo passato; numera gli anni dell'abbandono; si vede col pensiero in faccia alla figlia che forse non riconoscerà nemmeno, sconosciuto egli stesso, comprende di venir tardi a domandare un posto nel cuore della fanciulla che altri ha già occupato intero; teme di apparire in quella casa come una minaccia, e non ci va, e ritorna indietro, per rifar la stessa via al domani. Più ci penso e più mi persuado che quel pazzo è savio come noi, anzi che ha fior di criterio nel cervello.

Il signor Fulgenzio non ribatteva sillaba, ed il dottore faceva da sè stesso e per sè stesso la tara alle proprie argomentazioni.

Venne il domani.

Il dottor Parenti, incontrando l'amico Fulgenzio, gli avea dato una mezza dozzina di buone notizie; prima di tutto splendeva un magnifico sole, e poi avrebbero avuto una buona carrozza ed un eccellente cavallo, e infine tutti i dozzinanti stavano benissimo, il che permetteva di rimanersene una mezza giornata assenti senza alcun danno; tutte cose che il signor Fulgenzio sapeva a memoria; ma il signor Fulgenzio non sapea che da quel cumulo di cose liete si doveva a rigor di logica dedurre, come pronostico infallibile, la buona riuscita dei disegni fatti la vigilia.

Intorno alle dieci ore i due amici voltavano le spalle alla città, e Mario saliva le scale dell'abitazione di Maurizio.

La via è breve e pare lunga all'impazienza del dottore.

— Pensa, dice egli al suo compagno, pensa alla gioia di Donnina quando la piglierò in disparte per dirle: «Piccina mia, il tuo babbo è trovato, e ti cerca e verrà a momenti.» — Gran brava bestia! chi direbbe che è un animale da nolo? è lo Spartaco della sua razza; vedi come sopporta nobilmente la sua miseria!

Queste ultime parole sono rivolte al cavallo, il quale veramente fa di tutto per meritarsi quegli elogi senza riuscire a togliere loro ogni carattere d'adulazione.