Il dottor Parenti, rimasto solo col signor Fulgenzio, avea da prima provato a parlar di cose indifferenti, ma vedendo che il suo compagno se ne stava taciturno, diede un'occhiata alla scala di legno per cui erano spariti prima i due vecchi e poi Donnina, ed esclamò: «povera gente!» come per avvertire che si cacciava anch'egli nello stesso melanconico sentiero delle meditazioni.
All'apparire di mamma Teresa, uscì però di botto dalla sue fantasie, per mostrare alla vecchia tutta la luminaria del suo volto sorridente.
— Ecco, disse, tenuto conto del tempo che Mario deve avere impiegato prima di salire in carrozza, fra venti minuti al più dovrebbe esser qui, e siccome ho le mie ragioni per credere che oggi tutto debba andare senza inciampi, così vi annunzio che Mario e Maurizio saranno qui fra venti minuti.
Ma aveva appena finito di dire queste parole, che si udì un rumore di ruote sul lastrico della via; una carrozza si arrestò dinanzi alla porticina della scuola comunale, ed apparve Mario, solo!
Il giovine narrò come avesse trovato il signor Maurizio in peggior stato che non fosse alla vigilia; lo dipinse colla faccia stravolta, coi capelli arruffati e coll'occhio fisso, e disse come, introdotto da una vecchia donna nella camera dove l'infermo se ne stava soletto, dapprima non fosse stato riconosciuto, e come finalmente il povero delirante, venutogli incontro e guardatolo negli occhi, fosse stato a rimirarlo un pezzo curiosamente prima di sorridergli. Mario aveva nominato Camilla per dar contezza di sè, e non era bastato; quando finalmente ogni diffidenza era scomparsa dal volto del signor Maurizio, allora egli aveva ripetuto un'altra volta il nome di Camilla, ed il disgraziato padre s'era posto l'indice attraverso le labbra, raccomandando il silenzio.
«Dorme!» gli aveva detto. Ed aveva soggiunto che la sua creatura era venuta nella notte a perdonargli tutto, e ch'egli aspettava fosse desta. Il giovine aveva pur cercato di toglierlo dal suo inganno e ricondurlo a poco a poco al vero, ma il povero demente s'era ostinato nella sua idea. Allora Mario s'era accomiatato, ed avea lasciato quella casa, raccomandando il pover'uomo alla vecchia governante, perchè, se fosse possibile, lo inducesse a mettersi a letto e gli facesse sapere che la sua Camilla sarebbe venuta a trovare il babbo.
La vecchia levando al cielo due occhi pieni di lagrime aveva promesso di così fare, ed egli aveva sceso le scale a precipizio, era balzato in una carrozza da nolo ed aveva fatta la strada di galoppo, col cuore commosso, con un tumulto d'idee nel cervello, ed ora era lì a chiedere che cosa bisognasse fare... o piuttosto non dava più retta a nessuno, perchè in quella due volti amorosi apparvero sul limitare, e maestro Ciro aprì le braccia al giovine, ed il giovine si buttò nelle braccia di Donnina.
A Mario riuscì finalmente di dire che non sapeva se avesse fatto bene o male promettendo che la fanciulla sarebbe andata in persona in casa del babbo; ma il dottor Parenti, dall'alto della cattedra in cui s'era accomodato, sentenziò che aveva fatto benissimo, ed aperta la discussione in proposito, prese la parola per conto proprio, parlò sempre lui senza lasciarsi interrompere e finì col dichiarare che l'assemblea aveva votato all'unanimità quanto segue:
«Donnina doveva andare dal babbo accompagnata da mamma Teresa, mentre maestro Ciro sarebbe rimasto per non far perdere la lezione agli studiosi di A..., e, dovendo starsene solo, avrebbe alloggiato all'albergo della Salute; l'oste, suo buon amico, si sarebbe fatto premura di dargli la miglior camera dell'albergo e di servirlo di tutto il necessario.»
Mamma Teresa si provò a ribattere, ma il medico protestò che non si poteva ritornare sulla votazione, ed aggiunse che la presenza di Donnina era necessaria per la guarigione del padre, che la compagnia di mamma Teresa era indispensabile a Donnina e che maestro Ciro avrebbe fatto per un paio di giorni la vita dello scapolo allegramente. La terribile mamma borbottò, per non perdere l'abitudine, e domandò almeno un giorno per i preparativi della partenza; il dottore volle fare il generoso ed accordò un quarto d'ora. E tutti a ridere, compresa la mamma, la quale mezz'ora dopo era in carrozza allato di Mario; costui, dovendo stare in mezzo per tenere le redini, aveva al fianco Donnina.