Anche la terribile mamma Teresa stringeva le labbra per trattenere il respiro ed ascoltare meglio, ed intanto stringeva una mano di Donnina, ed aveva in faccia dieci volumi di scritto.

Il dottor Parenti stette per poco ancora in meditazione, poi ne uscì di botto, e, per iscuotersi di dosso l'incertezza, disse alla vecchia:

— Il signor Maurizio riceve?

La buona donna sbarrò tanto d'occhi, e per poco non pensò che il medico non aveva il cervello più sano dell'ammalato.

E l'altro soggiunse, sorridendo:

— Andate ad annunziare al signor Maurizio la nostra visita.

E mentre, per avvalorare la raccomandazione, spingeva gentilmente innanzi la governante, aggiunse, vôlto a Mario ed a Fulgenzio: «Non ci si perde nulla; egli non ci conosce ed è in casa sua; prima medicina di un pazzo è il non avvedersi della sua pazzia; sono sottili ragionatori i matti, e se si avvedono che li avete per tali, non si fidano, diventate un nemico.»

Così dicendo, s'era fatto all'uscio socchiuso e si teneva alla portiera pronto a pigliare l'atteggiamento cerimonioso d'un visitatore.

Il dottor Parenti non s'era ingannato; poco stante la faccia stravolta di Maurizio apparve nel vano.

Donnina soffocò un piccolo grido, pose la mano sul cuore e si ritrasse indietro, come per acquistare nuove forze, ed intanto non istaccava gli occhi dalle sembianze paterne.