Vi rispondono il rossore della fanciulla ed un picciol grido di gioia, perchè eccolo, è lui — Mario.

Mario, il quale sembra recar negli occhi due raggi del sole di mezzodì, ed ha nel sorriso, nella scioltezza delle maniere tutta l'aria di chi porta una buona notizia.

— Mario, dice Maurizio porgendogli la destra, spero di non aver più bisogno di medico; non di meno toccami il polso; ho la febbre?

— Nulla.

— E pure me la sento in dosso, una febbre nuova, da cui spero di non guarire mai.

Mario non sa ancora che credere; l'occhio di medico gli dice che quell'uomo è guarito; le sottigliezze degli alienisti gli pongono mille dubbi in capo; sente il bisogno di dar fede a quella gioia, ma ha lo scientifico dovere di dubitarne.

— Tu ami la mia creatura, prosegue a dire Maurizio, ed ella t'ama: io sono l'unico ostacolo alla vostra felicità, non è vero?

È verissimo, come è vero che non si può ragionare meglio di così, nè dire cosa più assennata. Assolutamente Maurizio non è pazzo!

— Ebbene, soggiunge costui dopo breve silenzio, sarete felici; ma non quanto io vorrei...

Si arresta, si turba, sembra pauroso di svelare un ultimo secreto.