E ripete una terza volta, più filosoficamente delle prime due:

«Tanto meglio!»

XLV. CASI DI COSCIENZA.

Al domani un fattorino recava un pacco diretto alla signorina Camilla ***. Donnina, tra per la novità del battesimo, e perchè a Milano non conosceva nessuno, e perchè il fattorino domandava la ricevuta dell'involto, stette alcuni istanti dubbiosa e si consigliò con mamma Teresa, la quale fu d'opinione che a ricevere un involto che non pesava nemmeno sei oncie ed a farne la ricevuta non vi era nulla di male.

Avuto l'involto, fu ancora la terribile mamma ad insistere perchè Donnina lo aprisse, ed apertolo, fu sempre la vecchia a spalancar tanto d'occhi ed a scompaginare un mazzetto di fogli bianchi, mentre la fanciulla guardava senza nulla comprendere.

— Ne ho visto una volta sola, dice tra sè mamma Teresa, ma il cielo mi danni se questi non sono biglietti da mille! — ed aggiunge volgendosi a Donnina: — Di' tu: che ci sta scritto qui sopra?

— Mille lire!

— Mille lire, e anche su questo, e su questo, e su tutti; so leggere anch'io, ora! Stelle del firmamento! e di queste mille lire ve ne sono trenta!

La vecchia non usciva dal suo sbigottimento, se non infilzando l'uno in coda all'altro i modi ammirativi del proprio repertorio; e si affliggeva solo che maestro Ciro non fosse lì, per vederlo smaniare dall'allegrezza.

Frattanto Donnina aveva preso un foglio di carta piegato, e vi leggeva e rileggeva queste parole, come se non riescisse ad intenderne bene il significato: