Il signor Fulgenzio non pronunciò accenti di falso stupore, e facendosi più presso alla sciagurata donna, perchè ella nascondesse meglio le lagrime, e carezzandole lievemente i capelli come avrebbe fatto con una propria creatura, le fe' intendere che aveva compreso ogni cosa e che ella poteva fidarsi interamente a lui, e che bisognava farlo, e che non v'era via aperta all'espiazione... fuor una...
Nè disse parola. Serena neppure; piangeva liberamente, come da gran tempo non aveva potuto fare; aveva il petto pieno di singhiozzi, e le deboli sue fibre sussultavano con uno spasimo nuovo; se ne stava nell'atto di una bambina; pure era la prima volta che si sentiva la forza di misurare la propria colpa con altro occhio da quello pauroso con cui si misura un abisso.
— Non avrò mai il coraggio, balbettò poco dopo, senza rialzare il capo, non l'avrò mai.
Il signor Fulgenzio non rispose.
— E poi, proseguì Serena, è certo lei che sia il modo migliore di espiazione? E vi ha una espiazione, oltre quella del rimorso della coscienza, concessa alla donna colpevole? Perchè non solo io l'ho abbandonato, lui buono ed affettuoso, ma mi sono imbrattata nel mio fango. Ritornare a lui è l'impunità dopo la colpa... bisognava farlo prima, ora è tardi.
— Non è mai tardi per fare il bene; riapra le porte della sua casa abbandonata, è il dover suo; e non a lei nè alla colpa deve avere il pensiero, ma prima di tutto alla sventura di lui; il rimorso inoperoso è accasciamento, non espiazione; ed è pure un inganno della debolezza; perchè le pare che le manchi la forza del sagrifizio e il coraggio di vederselo innanzi ad ogni ora del giorno.... le pare, ma non è...
Serena rialzò il capo e riasciugò le lagrime, respinse una ciocca di capelli con un atto febbrile, guardò in viso il signor Fulgenzio, parve adunare tutte le forze in uno sforzo estremo, e disse:
— Voglio vederlo!
Ma come se il pensiero divenisse atto al semplice suono di quelle parole, tutta la fittizia energia le venne meno, diè indietro quasi le stesse in faccia uno spettro temuto, si addossò alla spalliera della seggiola, e coprì ancora il volto colle mani.