È tutt'uno; quella scena è triste; alcuni dei poveretti, ai quali il professore stringe la mano coi modi d'un conquistatore, lo guardano sbigottiti senza comprendere, e vi è chi lo segue alcuni passi, scongiurandolo di condurlo seco, ed un altro che se ne sta in un canto a guardare colla faccia scura — babbo Jacopo.
Perfino il dottor Parenti, il quale dà braccio al professore, non riesce a parer disinvolto quanto vorrebbe, ed Olimpia dalla finestrella guarda senza sorridere.
Una cancellata gira sui cardini, un'altra, ed un'altra, l'ultima... si è all'aperto, si sale in carrozza... si parte.
Al rumore delle ruote sul lastrico, il professore batte amichevolmente sulle ginocchia dell'amico dottore, e gli dice:
— Temevo che voleste farmi uno scherzo... e dove andiamo?
— In casa vostra... vostra moglie vi aspetta.
— È un pezzo che aspetta! osserva il professore.
— Sicuro.
— Ho una casa io?
Nessun pensiero del passato, nessuna inquietudine dell'avvenire.