«Non è vero, sapete, non è vero che ella debba morire...»

Ma in quella, Mario, il quale non si era scostato dal lettuccio, appoggia la mano sulla fronte della vecchia, e poi sul cuore, e ne ricerca i polsi, ed infine si rialza pallido come il lenzuolo di quel letto di morte.

Donnina ha compreso tutto, e trova la forza di non piangere per allontanare con dolce violenza il povero babbo Ciro, il quale continua a dire, guardando al letticciuolo:

«Dorme tranquilla; non le credete... ha sempre fatto così... si ostina, si ostina, ma infine fa sempre a modo mio...»

E se interrogassimo il tempo che non falla, il tempo che non dimentica, esso ci mostrerebbe forse in una bella cornice il banchiere Redi, reduce dal Nuovo Mondo con qualche annetto di più sulle spalle, ma sempre colla bocca sgangherata, coi capelli appiccicati sulla nuca, col sorriso da milionario; e lo vedremmo, per un felice rivolgimento della sua carriera, novellamente riverito ed ammirato ed invidiato, a capo d'una nuova casa bancaria, farsi promotore di cento imprese che tirano gli azionisti, dimentico del passato, ed incrollabile come prima nella sua massima sacrosanta di «arrischiare il denaro degli altri come cosa propria; e custodire il proprio denaro come un deposito sacro.» Questa postulato semplicissimo è il segreto della sua vecchia e della sua nuova fortuna e di tutte le fortune che assomigliano alla sua. Perchè, via, che altro è la Banca se non l'arte di collocare al più alto interesse i capitali altrui per farsene una rendita di moltissime migliaia di lire?

Il banchiere Redi, il quale ne sa un dito più di me, scaverna il suo più grazioso sorriso per dirvi che non è altro.

E vi ricordate del leggiadro luogotenente delle guide, dell'amabile cugino Ferdinando?

Il tempo, che nulla dimentica, gli recherà la nomina di capitano, e più tardi, quando le rughe non gli consentano più di aver le mogli degli amici, gli darà una moglie propria, e farà trovare al marito capitano un luogotenente giovine e leggiadro... che gli sia molto amico.

Ma non passiamo innanzi agli eventi; ritorniamo indietro, sono solo passati pochi mesi dal matrimonio di Mario e di Donnina, e tre mesi appena dalla morte di mamma Teresa... ed ecco l'alba d'un altro giorno sospirato — il Natale.

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