Si ode maestro Ciro che scende le scale, ed un istante dopo il silenzio è profondo. Frattanto Donnina si è vestita in furia, si ha tirato indietro i capelli, ha aperto la finestra perchè i raggi del sole possano entrare liberamente, e tutto ciò evitando di guardare in viso la terribile mamma Teresa, la quale continua a starsene immobile, collo stesso sorriso furbesco, colla medesima malizia negli occhi.

Donnina non sa dire perchè quello sguardo e quel riso le diano soggezione più del consueto.

Non ci è verso; dopo di aver assestato tutto ciò che è possibile assestare voltando le spalle alla vecchia, bisogna pure che ella si determini a guardarla in faccia.

— Alla buon'ora, borbotta l'altra, alla buon'ora, credevo già che non ti voltassi più.

— Tu hai qualche cosa meco, dice la fanciulla uscendo all'improvviso in lagrime senza saper perchè.

Mamma Teresa è una creatura terribile, non vi è dubbio, ma ha il suo debole, ed alle lagrime di Donnina non ha mai saputo resistere. Bisogna vedere come lascia d'un balzo il suo atteggiamento da sfinge per farsi presso alla figliuola, e scostarle le mani dal viso, e premersi contro il petto la soave testina.

— Che vuoi che abbia? Non ho nulla!

— Mi hai fatto una paura...

— Già, ti faccio paura, io! E ci è subito da piangere! Sicuro, la mamma Teresa è una tristaccia che fa paura e fa piangere!

— Non hai proprio nulla con me?