— Già, ce l'avrò io! interrompe la vecchia.
«Lasciami dire, mi hai promesso di lasciarmi dire. Veramente io l'avevo visto prima Ognissanti, perchè veniva tutti i giorni a scuola dal babbo, ma fu là che lo conobbi e che diventammo amici. Egli volle che diventassimo amici, avevo da dirgli di no? Ora ti conterò come avvenne. Io era china sul praticello, perchè giocavamo a trovare il trifoglio di quattro foglie. Tu sai che chi trova il trifoglio di quattro foglie trova la fortuna... Veramente non potevo immaginare quale altra fortuna mi potesse toccare; mi pareva di essere così felice colla mia vesticciola nuova (poichè era domenica), così felice!...
«Basta, per fare come le altre, cercavo il trifoglio della buona fortuna. Ognissanti e due o tre fanciulli del vicinato, dopo averci guardato un pezzo, si diedero a cercare anch'essi. Lo crederesti? il trifoglio di quattro foglie fu trovato proprio vicino a me, e da chi? da Ognissanti. Un momento ancora e l'avrei colto io. Ma nossignore, lo aveva colto lui! Lo guardai in faccia, si mise a ridere e mi offrì il trifoglio in cambio d'un bacio. La fortuna per un bacio? Tutte le mie compagne si offrivano di baciarlo allo stesso prezzo. Ma Ognissanti voleva contrattare con me sola. Quando lo baciai le mie compagne risero forte, egli si fece rosso, ed io custodii il trifoglio. Il giorno dopo, quando Ognissanti venne a scuola, volli nascondermi per non vederlo; non so perchè, non avendo arrossito baciandolo, ora arrossivo d'averlo baciato. Ma invece di abusare della mia debolezza, egli, vedendomi, chinò gli occhi a terra. Pensai che non avesse studiato bene la lezione, e perciò fosse mortificato. Ma alla sera domandai al babbo, e seppi che Ognissanti la lezione l'aveva saputa e la sapeva sempre. Non puoi credere come ciò mi facesse piacere.
«Due giorni dopo ero ancora andata a giocare nel praticello. Ognissanti ci venne pure, e ne fui contenta. Giocavamo a mosca cieca, si faceva un chiasso, un chiasso... tu immagini che chiasso! M'infastidii e sedei sull'erba. Ognissanti mi venne vicino, e mi disse: «Vuoi che cerchiamo ancora il trifoglio?» e si curvò a terra. Ma io lo lasciai fare. Non trovò nulla. Gli dissi: «La fortuna non si incontra due volte, e chi l'ha avuta non l'ha più a cercare». «Facevo per darlo a te», mi rispose. «Ma io non saprei che farmene». «E nemmen io». «E allora perchè cercarlo?» «Perchè volevo un bacio». «E perchè volevi un bacio?» «Perchè ti voglio bene». Nessuno ci aveva uditi. Gliene avrei dati cento di baci, se non me li avesse chiesti con quell'aria; perchè infine che cosa è un bacio? — ma siccome egli mostrava di dargli molto valore, feci la preziosa e non l'ebbe proprio. Gli dissi che gli volevo bene anch'io; allora mi offrì d'essere amici, accettai; mi raccomandò di non dirlo alle mie compagne, e via di corsa.
«Alla notte non potei levarmi dal capo le parole di Ognissanti: cercavo di comprenderne il senso arcano che doveva farmisi noto più tardi, e senza sapere perchè, era lieta e commossa dell'amicizia che avevo promesso. Io sapeva, tu lo dicevi con tutti, che per la mia età ero una donna fatta, che vi era nella mia testa tanto giudizio per il doppio dei miei anni: ma a comprendere quello che io provavo non ci arrivavo davvero. M'ero avvezzata a considerare Ognissanti come un fanciullo, sebbene avesse quattro anni più di me, solo perchè era tardo a crescere e se ne rimaneva piccino di statura; allora mi parve d'un tratto uomo, e pigliai molto sul serio le sue parole, e le commentai in cento modi, senza trovar mai il buono. Anche il suo volto, che non mi era mai sembrato diverso da quello degli altri scolari della età sua, cominciò a parermi simpatico. Del rimanente, siccome fino a quel giorno egli aveva avuto un modo così rumoroso di ridere, che non era l'eguale in tutto il paese, converrai anche tu che averlo visto melanconico ed aver udito la sua voce mesta doveva darmi ragione di fantasticare. Anche il saperlo studioso e sempre il primo della scuola mi aveva fatto stupore; perchè io aveva immaginato il contrario vedendolo, fuor di scuola, tanto allegro e scherzoso tanto.
«A poco a poco divenne con me quello che era sempre stato con tutti: piacevole e motteggiatore. Ci vedevamo molto spesso; prima e dopo la scuola, nel praticello, per la via, sulla porta di casa, nei campi; le occasioni non mancavano; facevamo mille castelli, cioè era lui l'architetto, io non aveva che gridar: «bello!» Tutto il suo vanto era di farmi ridere e ne trovava cento modi; a volte m'impuntavo a star seria, ed allora ci cascavo più presto. Bastava mi dicesse: «Scommetti che ti faccio ridere», ed io rispondevo: «Scommetto», o non rispondevo nulla, ed egli diceva serio serio: «Ridi». Ed io rideva. Ne era così lieto lui! Una volta sola lo vidi piangere, e fu in cimitero. Vi eravamo andati sbadatamente, la vista delle croci mi fece scendere al cuore una mestizia profonda! quando levai gli occhi, vidi Ognissanti che piangeva. Oh! come mi commosse quella vista! «Che hai?» gli chiesi. Mi rispose stringendo forte la mia mano nelle sue, e trascinandomi di corsa. Quando fummo lontani, si volse a guardare il muricciuolo del camposanto e disse: «Tutti hanno colà dei parenti, noi soli non ne abbiamo, perchè non abbiamo parenti». «T'inganni, gli risposi, io ho babbo e mamma, e il babbo ce l'hai anche tu». «Tu sei una disgraziata come me e per questo ti voglio bene». Allora non mi disse altro, più tardi seppi che intendeva parlare d'un'altra mamma e d'un altro babbo di cui nè io nè lui avevamo avuto le carezze. Che dirgli? Che io non ero infelice perchè amata ed accarezzata fin troppo. No, perchè avevo paura, dicendogli questo, che non mi avesse più a voler bene. E poi quel lampo di fierezza e quell'ora di mestizia furono presto scontati con cento ore gioconde. Non se ne parlò altro.»
A questo punto Donnina si arresta, leva gli occhi in volto a mamma Teresa, e dice bonariamente:
— Ti annoio?
— Sì, mi annoia il sentirti tanto parlare di quel... disgraziato.
La fanciulla non sa quanto è costato alla signora Teresa lo scegliere un epiteto così benevolo, fra tanti che le sono venuti sulla punta della lingua!