Ma il tono di voce non è più aspro, il gesto non è brusco, gli occhi non sfavillano le terribili saette del vecchio arsenale di guerra... Assolutamente la causa è vinta.

«Signor Nosedi, dica lei: per qual fine Dio ci ha creati?» interroga la voce di maestro Ciro.

Il signor Nosedi tenta di rispondere colla sua voce di falsetto, ma non è persuaso di quanto deve dire, o non ha compreso la dimanda, come avviene a molti scolari quando non trovano subito la risposta... o più verosimilmente non ha studiato la lezione.

Oh! se invece di chiedere al signor Nosedi, si avesse domandato a Donnina: «Per qual fine Dio ci ha creati?»

VII. ENTRANO IN ISCENA PERSONAGGI NUOVI E COSE NUOVE.

Idee picciolette, affetti mingherlini, volgari cure — i vostri personaggi sono tutti pazzi ad un modo; chi fa festa come Donnina ad un raggio di sole è molto vicino a volerlo seminare secondo il sistema del professore Rigoli: parlateci d'altro.

Domandiamo scusa al savio che c'interrompe.

Intorno a quel tempo i savi della città erano tutti alle loro grandi imprese; formicolavano per le vie molto affaccendati quando non avevano ancora raggiunto il supremo intento della vita, o camminavano pettoruti sfoggiando il lusso della loro vanagloria. I primi si sberrettavano incontrando i secondi, ed i secondi concedevano qualche volta un cenno di protezione e d'incoraggiamento ai primi. Un eccellente negozio da ambo le parti, però che l'umile credesse di comperare il superbo ed il superbo l'umile.

Si usa ripetere volentieri essere il mondo passato per varie età; ci furono età patriarcali, età religiose, età artistiche, età mercantili, ed ora, si dice, è l'età bancaria. Ma dappoi che le banche hanno svelato il loro organismo, ai più increduli è chiarito come non ci fosse se non un'età, in ogni tempo, in ogni luogo — l'età bancaria appunto. Eterna come l'uomo è la banca. Le passioni avevano la loro borsa; gli affetti, i sentimenti, le opinioni e le opere si presentavano allo sconto al tempo dei patriarchi come nel tempo degli strozzini, allora ed oggi, domani e sempre.

Milano conta molti pazzi, ma i savi sono in maggioranza, e di questi ve n'ha che sarebbero terribili ragionatori sol che volessero darsi la pena di ragionare. Costoro sanno benissimo il valore delle derrate umane; ci è l'uomo che costa dieci e quello che costa cento. L'adulazione ha la sua tariffa ed è pagata per parlare; la maldicenza e l'invidia hanno la loro tariffa e si fanno pagare per tacere; la vanità compra e l'egoismo vende. A Milano come altrove ci sono donne che fanno pagare a mille il desiderio d'un solo e passano per cortigiane... e son riverite. Allora è la vanità che vende e la lussuria che compra. Al sole, alle stelle e alla luna i suoi di Milano non pensano mai, ed hanno ragione; alla miseria che geme, al dolore che tace nemmeno, e non hanno torto.