— Non è un complimento; mi hai côlta allo specchio; il più che potessi fare per te era di farti aspettare. Non è forse vero?
E dicendo così, la vedovella che non ha cessato di guardarsi alla sfuggita nello specchio, leva per la prima volta gli occhi in viso al cugino e lo fissa come sfidandolo ingenuamente a dir di no.
— Sì, certo, balbetta il cavaliere, sebbene veramente pensi tutt'altro.
— Anzi, soggiunge la vedova, poichè tu sei il primo a farmi visita, dimmi che ti pare della mia acconciatura...
— È un miracolo di eleganza, risponde il luogotenente ridendo.
— Di che ridi?
— Dell'accoglienza che mi fai; immaginavo di averti preparato un'improvvisata.
— Sapevo dell'arrivo del tuo reggimento in Milano; ti aspettavo.
— E se devo proprio dirti tutto, mi lusingavo di farti piacere...
— E me ne fai, dice Serena porgendo la mano che l'altro stringe fra le sue; ti pare che questa camelia mi stia bene?