Ripetano pure i passeri le loro più belle canzoni ed il focolare scoppietti allegramente, e il bricco del caffè incominci a canticchiare, e mamma Teresa tardi pure a discendere, tutto ciò non può fare che Donnina non pensi ad Ognissanti. E verrà poi oggi? E ne riceverà almeno notizie?... Non è più sola; i cari fantasmi le fanno compagnia.

Possiamo lasciarla, e andare nella camera dei vecchi perchè assolutamente mamma Teresa tarda troppo a discendere. Dalla porta socchiusa si può vedere la vecchia, che passeggia per la camera a gran passi, continuando a dire di sì; e la testa di maestro Ciro, coperta ancora da un berretto da notte non meno bianco dei suoi capelli, che segue cogli occhi tutti i movimenti della terribile donna ed accenna quasi impercettibilmente di no.

— Sì, conchiude mamma Teresa, piantandosi improvvisamente in faccia al marito, che diviene immobile d'un tratto; sì, chi manda denaro di nascosto, ha cattive intenzioni.

— Il beneficio che si nasconde, dice maestro Ciro coll'accento con cui enuncia le definizioni ai suoi allievi, il beneficio che si nasconde...

Ma la terribile compagna non lo lascia finire.

— Tutto ciò che si nasconde ha paura di essere veduto, ed io sostengo ancora che dopo quest'elemosina mi diventa più inesplicabile, e temo peggio pell'avvenire della nostra Donnina.

Evidentemente si parla d'Ognissanti. «E chi altri mai, aveva detto la vecchia nel ricevere l'avviso postale che annunziava l'arrivo di una somma, può mandarci mille lire? — mille lire! — al domani della sua apparizione?

— E se non fosse lui? osservò un'altra volta il maestro di scuola.

— E dalli, coi tuoi dubbi! dev'esser lui. Non ha avuto bisogno di comparire a Donnina di notte, come fanno i malfattori? E non le ha forse taciuto l'esser suo?

— È vero, ma pensa che non è la prima volta che noi riceviamo del denaro senza sapere chi ce lo mandi. Sono oramai cinque anni.