— Eccolo lì l'uomo del potrebbe o non potrebbe; non sei ancora ben sveglio dai tuoi sogni?
— E mi sveglio mal volontieri, anzi non voglio svegliarmi punto. Se anche questi denari non vengono da un padre...
— Se anche!...
— Nissuno mi leva dal capo che Donnina è figlia di qualche principe o di qualche nobilone ricco a milioni, e che un giorno ritroverà la sua fortuna.
— Bei nobili da milioni, che le lascerebbero patire anche la fame se non fosse...
— E se invece quei denari sono, come abbiamo sempre creduto?...
— Abbiamo sempre creduto ciò che non è; questi danari e gli altri vengono da Ognissanti, e sa Dio che origine hanno, e non bisogna tenerli proprio.
— Mille lire! dice maestro Ciro ad alta voce, come parlando fra sè e sè, mille lire aggiunte alle altre farebbero quattromila e seicento lire... al sicuro... là negli scrigni della Cassa di Risparmio, a Milano, finchè Donnina avesse a prendere marito; allora si andrebbe a pigliarle tutte, e si direbbe a Donnina: «Questa è la dote, non te l'abbiamo fatta noi, perchè siamo poveretti, ma i tuoi parenti, i quali devono essere qualche cosa di grosso...»
— Non le si direbbe nulla di tutto ciò per non farla soffrire.
— È vero... Ma!