VI.
Una mattina, appena levati da letto, prima ancora di prendere il caffè, chi trovammo in cucina? La balia!
Era partita da Musocco all'alba, in compagnia del suo Giuseppe, unicamente per vedere la sua creatura; Giuseppe era andato per certa faccenda di semente di bachi, tornerebbe più tardi, perchè anche lui, poverino, non sapeva più resistere senza vedere Augusto.
Dicendo queste cose, la povera Marianna rideva ancora; ma in quale maniera!
La sua visita ci dava noia, e a me faceva dispetto; pareva che ce lo leggesse in cuore, ce ne domandava scusa cogli occhi.
Evangelina era impietosita; io no; pensando agli strilli notturni di Augusto, durati quasi fino alla vigilia, non trovavo dentro di me neppure tanta forza di carità cristiana da nascondere il malumore.
— Non sono che otto giorni! — dissi — la vostra visita ci fa sempre piacere; che vogliate bene ad Augusto lo comprendiamo, ma se Augusto vi vede, si torna da capo...
La mia vanità paterna era mortificata nel fare questa confessione; nondimeno la feci intera.
— Se Augusto vi vede, vorrà tornare con voi; ancora non è avvezzo bene alla separazione; ha pianto anche ieri... (non era vero, da due notti non piangeva) domani non avrà più pace...
Marianna, che aveva chinata la testa, la sollevò sorridendo fra le lagrime.