— Lo sai come si chiama la tua malattia? Non lo sai? Vuoi saperlo?

— Come si chiama?

— Si chiama Augusto...

Evangelina mi gettò le braccia al collo e mi coprì di baci, mormorando fra le lagrime:

— Era dunque per questo che io sentivo di amarti di più! Perchè eravamo in due a volerti bene.

IV.

— Sono guarita! — mi disse Evangelina.

— Lo vedo!... Ma che fai ora?

— Mi levo, non so più stare in letto...

Io la trattenni dolcemente, le accomodai i guanciali sotto il capo, le tirai le coperte fino alla gola, le lisciai la rimboccatura e la fronte e stetti un istante a contemplare la mia opera in silenzio.