— No... che cosa ti è capitato?
— Era sul Corso... usciva dalla bottega della guantaia, no... dalla bottega del... aspetta...
Il marito (cioè il signor Ermenegildo), pregato così di aspettare, non osava muoversi, ma tanto era lontano. Aspettò un pochino; Ermenegilda non diceva parola.
Allora il poveraccio fece uno sforzo eroico, diede un'occhiata melanconica ai propri pensieri, e piantando gli occhi in faccia alla moglie:
— Dunque uscivi dalla bottega della guantaia... — le disse. — E poi?
Ermenegilda fece un atto di trionfo modesto, e rispose con un sorriso:
— Tu eri partito per un paese ignoto; credo volessi scoprire le sorgenti del Nilo...
— Bada che le hanno già scoperte — interruppe Ermenegildo ridendo.
— Davvero? Io non me n'era accorta — disse la moglie con un vezzo infantile... — Dunque eri assente, viaggiavi coi treni celeri, e io non isperava vederti tornare per un gran pezzo... quando mi venne la bella idea d'entrare nella bottega della mia guantaia; uscendo, veggo che sei lì, ritornato col treno celerissimo. Hai fatto buon viaggio?
— Grazie — disse il marito levandosi da sedere e facendo il giro della breve tavola per deporre un bacio su quella bocca scherzosa.