— Sicuro, gli scienziati hanno i loro momenti di distrazione...

— Bada che ti avvii male — disse Ermenegilda, senza uscire dalla sua indolenza posticcia.

— Sei tu che m'interrompi sempre. Ti domandavo come giudichi l'amico.

— È un amico tuo, un amico di casa... io non lo giudico.

— Sei crudele oggi.

— Mi vendico.

— Ebbene te lo dirò io che cosa vi è sotto la vernice fredda di quello scienziato: vi è un cuore caldo, un'anima poetica, un'immaginazione di cui non gli è facile aver sempre le redini in mano.

— E tutto questo tu l'hai veduto l'ultima volta che l'amico Santi fu qui?...

— Precisamente; ventidue giorni fa, dunque...

— Ventitré — corresse la moglie — era un mercoledì; non potendo uscire di casa a fare la nostra solita passeggiata dopo il desinare, ve ne andaste voi due soli, a braccetto come due scapoli, e il signorino tornò dopo la mezzanotte...