— Per farla corta: l'amico Santi ha un affetto purissimo per una donna. Quest'affetto è la sua gioia segreta; e mi ha confessato che spesso, ricevendo una lettera di questa lontana amica, a cui egli svela i suoi pensieri più riposti, gli pare di sentire come una carezza dell'ideale; allora si sente più forte, più generoso, più buono e, lo crederesti?... anche più affettuoso con la moglie.
— È strano! — si contentò di dire Ermenegilda.
— Non è strano niente affatto! Egli sa, cioè teme, di fare un torto a sua moglie... e più si sente felice, e più crescono i suoi scrupoli.
— Ha degli scrupoli?...
— Sì; chiedeva a me se dovesse smettere o no quella corrispondenza...
— E tu?
— Io gli dissi... che cosa gli poteva dire io?... che, giudicando così all'ingrosso, se non vi era pericolo di male, nè di dispiaceri domestici... mi pareva... ch'egli potesse alimentare un sentimento, che in fondo... non aveva nulla d'ingeneroso.
— E lui?
— Egli mi assicura che dispiaceri non ne possono nascere, perchè le lettere gli arrivano con un recapito segreto.
— E quella donna ti ha egli detto chi sia?